A cosa servivano i timbri del pane?

La storia dei timbri del Pane di Matera è una storia affascinante ricca di tradizioni e credenze popolari. Fino alla metà del Novecento gli abitanti dei Sassi cuocevano il pane in forni pubblici a conto terzi. Ciò significa che ogni massaia preparava con devozione l’impasto con acqua, farina, sale e lievito madre nelle proprie abitazioni. Pronta le panelle, passava il garzone del forno a ritirarle per portarle a cuocere in queste antiche fornaci a legna. La massaia però doveva assicurarsi che il proprio pane non si confondesse con quello delle altre una volta arrivato al forno. Sarebbe stato gravissimo! Il pane, elemento alla base di ogni piatto, serviva a sfamare l’intera famiglia e doveva durare sino ad una settimana. Capite bene che non si poteva rischiare che qualcosa andasse storta.

Ogni donna lo preparava con la massima cura. Metteva le panelle a lievitare nel giaciglio caldo dove aveva dormito il proprio uomo. Non lo faceva solo per il calore, ma perché quel letto, magico e sacro, rappresentava amore e nascita di nuova vita. Incideva un segno della croce sull’impasto e recitava una preghiera

Cresci pane, cresci bene come crebbe Gesù nelle fasce. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

E infine, poco prima che il garzone passasse, “marchiava” l’impasto con il timbro del pane. Intagliate nel legno alla base del timbro, le iniziali del capofamiglia servivano a dare il segno distintivo alle proprie forme di pane.

Realizzati dai pastori che stavano fuori al pascolo per intere giornate, i timbri del pane sono manufatti di legno in un unico pezzo alto circa 20 cm. Raffiguravano le figure più disparate: i rami fioriti, la chioccia e le stilizzazioni della figura femminile (simboli di prosperità), il gallo, il cane e la figura maschile (simboli invece di virilità), ma anche simboli sacri e di elementi architettonici.

Il timbro del pane veniva anche utilizzato come pegno d’amore dallo spasimante pretendente che lo offriva alla donna amata. Se consenziente, lei lo conservava e utilizzava per la nuova famiglia che nasceva insieme a lui. Se invece la ragazza lo restituiva, per il povero giovanotto non c’erano speranze che la donzella accettasse la proposta. Ahi!
Ci sono ancora nei Sassi e nel centro storico artigiani che realizzano i timbri del pane come quelli usati una volta. Noi vi segnaliamo i timbri del pane di Massimo Casiello che si trova in via Ridola, 40. Lo personalizza con le vostre iniziali e magari troverete finalmente il coraggio di farvi avanti con il vostro amore!

(Visited 293 times, 1 visits today)
CondividiShare on FacebookTweet about this on Twitter

Comments

comments